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Ad ogni età il suo sport: dall'asilo agli over 50

Ad ogni età il suo sport:  dall'asilo agli over 50

di Gianfranco Beltrami

18 Dicembre 2023, 23:05

Tutti sanno che l’attività fisica ha molteplici positivi effetti sulla salute e che, se praticata regolarmente in ogni età della vita, contribuisce a mantenere il benessere psicofisico allontanando le malattie. È in grado infatti di prevenire ed anche curare tutte le patologie croniche non trasmissibili fra cui le malattie cardiovascolari, il diabete e i tumori ed inoltre di ridurre i sintomi di ansia, stress e depressione, di migliorare il sonno e ridurre il tessuto adiposo in eccesso favorendo il dimagrimento.

Ma l'attività fisica non può restare sempre la stessa con il passare degli anni e in ogni età della vita è importante identificare lo sport più adatto ed anche i livelli di intensità con cui praticare attività fisica per prevenire traumi e infortuni ed anche per evitare di logorare organi e apparati con attività troppo esaurienti che arrecano più danni che benefici.
Recentemente l’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato linee guida in cui sono stati revisionati e aggiornati i livelli di attività fisica raccomandati per ottenere benefici per la salute, distinguendo sia per fasce di età sia per specifici gruppi di popolazione. Attraverso queste linee guida ogni persona è incoraggiata a limitare la quantità di tempo trascorso in comportamenti sedentari (per esempio, il tempo libero trascorso seduti davanti al cellulare o alla tv ) a favore di uno stile di vita fisicamente più attivo cercando di sfruttare ogni momento della giornata per cominciare a muoversi per poi raggiungere i livelli raccomandati.
Le linee guida prevedono per i bambini con meno di sei anni la stimolazione della coordinazione e dello sviluppo muscolare mediante il gioco per più tempo possibile nella giornata, utilizzando palle morbide, saltando, ballando o camminando, allenando il cervello a controllare il movimento senza dover necessariamente iscrivere il bambino a corsi sportivi strutturati.
Dai primi anni delle elementari il bambino deve praticare come minimo un'ora di attività fisica al giorno e arriva il momento di iniziare una vera e propria attività sportiva organizzata praticando se possibile più attività diverse per allenare la multilateralità, ovvero per crescere in modo armonioso e omogeneo.
A questa età è meglio evitare di specializzarsi troppo: ad esempio facendo solo bicicletta c’è il rischio di ritrovarsi con gambe forti e torace poco sviluppato mentre nell’infanzia è importante invece esercitare e sviluppare tutte le qualità atletiche come forza, potenza, equilibrio, elasticità e capacità aerobica. Vanno bene quindi sia gli sport di squadra, in cui c’è una componente aerobica che allena l’apparato cardiocircolatorio pur richiedendo anche una certa potenza e forza muscolare, come il calcio, il baseball, la pallavolo, il basket e così via, ma anche discipline individuali come la scherma, il tennis e le arti marziali. Senza mai dimenticare la dimensione del gioco e il divertimento che deve essere sempre presente in ogni allenamento per evitare che i ragazzi abbandonino l’attività.
Nell’età adolescenziale è fondamentale continuare a fare esercizio almeno tre volte alla settimana per favorire una crescita armonica dell’apparato osteo muscolare, ma anche per migliorare e favorire lo sviluppo delle prestazioni cerebrali come memoria e attenzione, utilissime per lo studio.
Nel periodo dai venti ai trent’anni, in assenza di particolari controindicazioni, si possono in genere praticare tutte le attività sportive in quanto le capacità atletiche sono ai massimi livelli. Questo a patto però che si mantenga un valido allenamento, possibile praticando le diverse attività con costanza e non saltuariamente.
Dopo i trent’anni e fino ai cinquanta-sessant’anni le persone in buona salute possono in genere continuare a praticare il loro sport preferito a patto però di rispettare i tempi di recupero e di non esagerare con i carichi perché esagerando si può andare incontro al cosiddetto “overtraining” che può danneggiare il cuore ma anche esporre a traumi e soprattutto accelerare l’usura delle articolazioni, con la conseguenza di dover mettere una protesi d’anca o di ginocchio anche prima della terza età.
Esiste insomma una “giusta dose” di sport anche per chi è al massimo della forma, altrimenti l’esercizio diventa paradossalmente pericoloso perché logora il fisico.
Andando avanti con gli anni la perdita muscolare accelera ed è quindi sempre più importante dedicare tempo per allenare la forza con i pesi. In genere dopo i 50 anni possono comparire anche i primi problemi legati all’età come pressione alta e aterosclerosi ed in questo caso la scelta dell’attività fisica deve indirizzarsi ad attività più blande per evitare che lo sforzo fisico possa peggiorare problemi cardiovascolari più o meno noti già in atto.
Chi ha la pressione alta, per esempio, dovrebbe evitare eccessivi carichi nel sollevamento pesi in palestra e scegliere uno sport aerobico a ritmo non troppo intenso; se non si è ben allenati e si è in sovrappeso, dopo i 40 anni è sicuramente meglio meglio abbandonare sport di squadra come il calcetto o il basket dove si rischiano traumi.
Questo non significa che non si debba più fare sport, ma che dopo i 50 anni e ancor di più negli anni successivi, è meglio ridurre l’intensità dello sforzo fisico, sempre sottoponendosi a periodici controlli medico sportivi per valutare l’efficienza dei vari organi e apparati ed identificare al meglio i carichi di esercizio per ogni tipo di attività.

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