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Mamma Rai 'adotta' le pastore d'Italia di Anna Kauber: su Raiuno nel 2020

Mamma Rai 'adotta' le pastore d'Italia di Anna Kauber: su Raiuno nel 2020

13 Novembre 2019, 02:21

E alla fine Mamma Rai «adotta» le pastore d'Italia. Pluripremiato – dal Torino Film Festival, all'ExtraDoc Festival a Roma, fino al Trento Film Festival – e amatissimo dal pubblico oltre che dalla critica, «In questo mondo» il film-documentario della regista parmigiana Anna Kauber  è stato acquistato dal Servizio pubblico.

I diritti diventeranno «attivi» da inizio gennaio e la prima uscita televisiva è prevista sulla rete ammiraglia, Raiuno, nel giro di pochi mesi. Sarà una versione ad hoc – da 97 a 60 minuti – di questo racconto a più voci costruito in due anni di riprese in lungo e in largo per lo Stivale, incontrando le donne che hanno ereditato o scelto la pastorizia e il gregge e sono diventate protagoniste di una piccola rivoluzione italiana.

L'annuncio dell'acquisto dei diritti arriva – con grande emozione e orgoglio – dalla stessa regista mentre commenta a caldo l'ennesimo premio: la sua ormai lunga ricerca a tema donne e agricoltura le è valsa uno dei Cook Awards, i riconoscimenti che il Corriere della Sera e la sua rivista Cook hanno assegnato lunedì sera a Milano. Kauber ha vinto nella sezione Food reporting, ed «è un grande onore soprattutto per come questi premi hanno inteso il cibo, ossia in una visione che include tutte le tematiche: sociali, dei diritti, della sostenibilità, dell'andare a fondo sui temi etici e del rispetto ambientale – sottolinea – La mia ricerca è una di quelle lontane dai riflettori. Sono felice di poter dire che qualcosa sta cambiando e c'è sempre più coscienza sui valori del cibo e dell'agricoltura».

Il successo di «In questo mondo» ha ovviamente dato una spinta importante. Un successo che – appunto – approda in Rai grazie alla tanta parte d'Italia rappresentata. Alla pluralità di dialetti, di luoghi ed esperienze. «E' ufficiale da qualche giorno – conferma Kauber - ma se ne parlava da alcuni mesi: da quando, grazie alla segnalazione di alcune giornaliste che mi avevano ospitato nelle loro trasmissioni, un buyer di Raiuno si è presentato in incognito alla proiezione al Maxxi di Roma». E il giorno dopo è subito andato all'ufficio acquisti per far partire la trattativa.

La data della prima uscita televisiva non è ancora fissata definitivamente ma potrebbe essere – e non a caso – l'8 marzo 2020. «Ho capito che è stato recepito il messaggio forte legato all'ecofemminismo. Da una parte in queste donne, c'è la tenace ricerca e il raggiungimento dell'autodeterminazione – commenta la regista -. Non ci sono proclami femministi nei loro racconti, ma piuttosto un messaggio morbido del loro diritto ad essere pastore, un diritto spesso contestato dalle loro famiglie e dalle loro comunità. La loro è stata una conquista importante: sia per le anziane che quel mestiere non l'hanno scelto ma poi l'hanno utilizzato per raggiungere un grosso riscatto personale, sia - a maggior ragione - per quelle che a un certo punto hanno deciso di cambiare vita». E poi c'è la parte «eco» della questione: «Il loro prendersi cura della terra e degli animali è totale e formidabile. La loro idea di libertà e di felicità non è mai slegata da quella dell'animale e ci sono insegnamenti profondissimi». In un mosaico al femminile di grande bellezza.
 

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