Teatro per la memoria A Casa Cervi la serata finale della XXI edizione
I parmigiani Sandra Soncini e Carlo Ferrari di Loft sono tra i vincitori del prestigioso Festival di Casa Cervi.
Il Secondo premio è stato attribuito allo spettacolo «Questa è la mia vita» dell'associazione parmigiana Loft/Progetti&Teatro, con l'attrice Sandra Soncini, regia di Carlo Ferrari: «Sandra Soncini - dice la motivazione - attrice rigorosa e sensibile, offre un’interpretazione convincente in questo monologo integralmente basato sulle memorie scritte di Adalgisa Conti, internata in manicomio a soli 26 anni nel 1913 e mai più restituita al mondo. Soncini, diretta da Carlo Ferrari, si muove su una scena minimalista, lavorando di sottrazione nel delineare, con sapiente uso della voce e della microgestualità, il ritratto vibrante di una paziente che tenta di resistere con tutte le forze all'annientamento dell'istituzione totale che la sta per inghiottire». Dunque il Festival di Resistenza premia «Questa è la mia vita» perché «ha il merito di non incappare in facili pietismi e vittimismi, opponendo alla violenza sistemica del manicomio l'esuberanza, anche linguistica, di una donna che vorrebbe solo vivere».
Il Premio Gigi Dall’Aglio è stato assegnato dalla Giuria Under 30 allo spettacolo «Alluccamm» di Ellegipì Teatro20, testo e regia di Luca Pizzurro, con Andrea Fiorillo e Mauro Collina. «Le tematiche che ci hanno fatto vivere, sono davvero molteplici, ma il filone narrativo l’abbiamo trovato ben strutturato ed originale - si legge nelle motivazioni - i personaggi sono ben caratterizzati: sia dal punto estetico che psicologico. L’interpretazione degli attori, nonostante l’uso del dialetto napoletano, è stata chiara ed accessibile a tutti. I “femminielli” sono figure che molti di noi non vivono nel quotidiano. Ciò nonostante, sono riusciti a farci empatizzare su questa realtà a noi sconosciuta. Lo spettacolo, tratta, soprattutto, la tematica dell’amore. I due femminielli si danno man forte a vicenda, sopportandosi e amandosi. Creando positività e speranza nella miseria della guerra. Il finale accentua la loro eroicità, un grido di forza che ci invita a resistere!».
r.s.
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