Calcio
Rodri festeggia dopo aver segnato il gol decisivo
Il Manchester City è campione d’Europa e l’Inter ha dovuto accontentarsi di salire sul secondo posto del podio continentale. Ha deciso Rodri nella ripresa. La partita è stata equilibrata nel primo tempo, con qualche raro affondo sui due fronti. I cannonieri Haaland e Lautaro non si son visti molto. L’Inter ha ben fronteggiato a centrocampo e l'avversario gli ha impedito di attaccare con la solita pericolosità, proponendosi qualche volta in avanti. Triplete per il City che quest'anno ha vinto campionato, coppa nazionale e Champions. E' l'ottava squadra che riesce in questa impresa.

L’infortunio a De Bruyne ha costituito una grave perdita per il City. Gli inglesi nella ripresa hanno tuttavia cercato di forzare la situazione, ma un errore difensivo ha regalato un’occasione a Lautaro, che era in posizione difficile per centrare la porta, ma non ha dato a Lukaku, meglio posizionato. Il gol di Rodri che ha infilato dal limite su un batti e ribatti, ha punito la difesa nerazzurra. Inter sfortunata per la traversa colpita da Dimarco. La squadra di Inzaghi ha cercato il gol del pareggio senza fortuna: Lukaku si è divorato l’occasione del pareggio. Peccato.
Secondo pronostico, ma con qualche difficoltà, ha dunque vinto il Manchester City ed è stata la prima Champions conquistata dal club inglese col gol di Rodri. Per l’Inter la sola (e magra) consolazione di aver disputato sei finali con tre successi. Ha contribuito indubbiamente "l'effetto Haaland" un cannoniere da 52 gol in 52 partite, che stavolta non ha fatto centro. In difesa fra gli inglesi c'era Aké al posto di Walker. Inzaghi aveva schierato la formazione base evitando di far giocare Mkhitaryan nella squadra di partenza, non ritenendolo ancora al massimo e aveva preferito inizialmente Dzeko al fianco di Lautaro. Sotto gli occhi del presidente turco Erdogan e di tutti i vertici del calcio, il Manchester ha cominciato a ruminare calcio e a tentare il tiro con Bernardo Silva. L’Inter ha dimostrato di avere in Dimarco un ottimo propulsore e i nerazzurri si sono proposti in avanti con lui e Barella. Il centrocampo di Inzaghi ha fronteggiato bene gli inglesi. Onana ha neutralizzato un sinistro di Haaland. Un infortunio muscolare a De Bruyne ha costretto Guardiola a far entrare Foden. Sostanziale equilibrio nel primo tempo.
Inglesi più pericolosi nella ripresa. Inzaghi ha sostituito Dzeko (esausto) con Lukaku. Un errore di Akanji ha messo Lautaro davanti a Ederson, ma troppo decentrato sulla sinistra: tiro sul portiere, invece di dare a Lukaku, in posizione migliore. La difesa interista ha perso qualche palla importante. E il Manchester City è passato al 23': dopo un’azione sulla destra con cross di Bernardo Silva, la difesa nerazzurra ha respinto e Rodri, dal limite con un interno di piede destro ha infilato basso alla sinistra di Onana. L’Inter ha reagito e Dimarco ha avuto una grande occasione di testa: traversa. Inzaghi ha inserito Bellanova e Gosens (Dumfries e Bastoni).
Foden ha avuto l’occasione per il raddoppio: parata bassa di Onana. D’Ambrosio e Mkhitaryan per Damian e Calhanoglu. Un miracolo di Ederson di ginocchio ha impedito a Lukaku di testa (che errore !) di pareggiare. L’ultima occasione, di Barella, è finita in cielo. Ederson ha poi salvato il risultato. Tirando le somme, a centrocampo buona prova di Brozovic fra i nerazzurri e di Stones fra i citizens. Dimarco ha dato la spinta all’Inter sulla sinistra e ha colpito la traversa. Forse il migliore. Ma non è bastato.
Terzo successo per Guardiola. Ma Ancelotti ne ha vinte quattro
Pep Guardiola vince la sua terza Champions da allenatore: dopo i due successi alla guida del Barcellona (2009 e 2011) ecco il primo sulla panchina del Manchester City. Il tecnico catalano raggiunge altri due allenatori, campioni d’Europa però sempre con la stessa squadra: Zinedine Zidane (Real Madrid 2016, 2017 e 2018) e Bob Paisley (Liverpool 1977, 1978 e 1981). Il primato assoluto appartiene invece a Carlo Ancelotti, a quota 4 (Milan 2003 e 2007 e Real Madrid 2014 e 2022).
Inzaghi è l'ottavo allenatore italiano a perdere una finale di Champions
Simone Inzaghi è l’ottavo allenatore italiano a perdere una finale di Champions. Prima di lui Fulvio Bernardini (Fiorentina 1957), Giuseppe Viani (Milan 1958), Giovanni Invernizzi (Inter 1972), Fabio Capello (Milan 1993 e 1994), Marcello Lippi (Juventus 1997, 1998 e 2003), Carlo Ancelotti (Milan 2005) e Massimiliano Allegri (Juventus 2015 e 2017). Più in generale il primato di finali perse è condiviso da Marcello Lippi, sconfitto alla guida dei bianconeri nel 1997 contro il Borussia Dortmund, nel 1998 contro il Real Madrid e nel 2003 contro il Milan; e Jurgen Klopp, che si è visto sfuggire la coppa col Borussia Dortmund nel 2013 contro il Bayern e nel 2018 e nel 2022 col Liverpool, sempre contro il Real Madrid.
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata