TRAVERSETOLO
La Procura di Parma torna a chiedere il carcere per Chiara Petrolini. Per questo ha presentato appello nei confronti dell'ordinanza del Gip del 19 settembre scorso che ha disposto gli arresti domiciliari per la ragazza.
Con l’ordinanza del 19 settembre scorso, dice la Procura, il Gip - pur condividendo la ricostruzione operata dall’Ufficio del Pubblico ministero relativamente all’omicidio pluriaggravato del 7 agosto 2024 e alla soppressione di cadavere del 12 maggio 2023, e ritenendo sussistenti le esigenze cautelari - ha disposto gli arresti domiciliari per l’indagata anziché la custodia in carcere invocata dal Pm, e di fatto ha rigettato la richiesta per quanto riguarda il seppellimento del neonato del 7 agosto, ritenendo il meno grave reato di occultamento di cadavere in luogo della soppressione di cadavere ipotizzata dal Pm.
A motivare la decisione della procura è stato lo stesso procuratore Roberto D’Avino con una nota che ripercorre la vicenda e tira in ballo anche il ruolo dei genitori.
Nel suo provvedimento, infatti, il Gip aveva ritenuto sufficienti gli arresti domiciliari, con il divieto di comunicare con persone diverse da coloro che coabitano con l'indagata, anche in ragione del controllo che sarebbe stato fatto dai familiari conviventi. Una conclusione non condivisa dalla procura, «non potendosi affidare a terzi - dice il procuratore - nella specie, peraltro, a quegli stessi genitori che mai di nulla si erano accorti di ciò che avveniva in casa propria, il buon esito e l’efficacia degli arresti domiciliari».
La Procura ha quindi fatto appello, chiedendo che il seppellimento del secondo neonato venga classificato come soppressione di cadavere e che per tutti i reati ipotizzati (omicidio volontario aggravato per il neonato morto ad agosto e per soppressione di cadavere dei due neonati) sia applicata la custodia cautelare in carcere.
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