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Il giovane morto nell'incidente

Brayan, esemplare nel lavoro, allegro e amico di tutti

Brayan, esemplare nel lavoro, allegro e amico di tutti

09 Febbraio 2022, 03:01

«Quando non l'abbiamo visto al lavoro, ci siamo preoccupati. Poi abbiamo contattato la famiglia e abbiamo saputo cos'era successo». Chi parla è Davide Sodano, assieme al padre Emilio titolare della litografia Graphital di Corcagnano. Nella loro azienda Brayan Ricardo Leon Briones lavorava da cinque anni come macchinista e magazziniere.

Il ventinovenne di origine ecuadoregna, che viveva con i genitori e il fratello di un anno più giovane in via Orlandi, nella zona di via Casa Bianca, è morto sul colpo lunedì intorno alle 18, mentre, in sella alla sua Yamaha 125, stava percorrendo la tangenziale sud per tornare a casa dopo il lavoro. In un tratto di rettilineo a poca distanza dall'uscita di via Budellungo, in direzione Reggio Emilia, per cause al vaglio della polizia stradale di Parma intervenuta per i rilievi di legge, il 29enne ha perso il controllo della sua moto finita violentemente contro il guardrail.

Subito alcuni automobilisti di passaggio hanno dato l'allarme e sul posto è arrivato, oltre alla polizia stradale, il personale sanitario del 118. Il tentativo di rianimare il giovane è stato, però, inutile.

Quella di lunedì è stata così l'ennesima tragedia della strada, appena una ventina di giorni dopo quella di Torrechiara in cui hanno perso la vita altri tre ragazzi, un ventenne, un diciottenne e una diciassettenne.

Brayan, l'ultima vittima della strada, era un ragazzo solare e gentile. Infatti, era amico di tutti. Era innamorato della vita e desideroso di imparare tutto quello che poteva, soprattutto nel lavoro che svolgeva con grandissima passione e interesse.

Arrivato dall'Ecuador quando era giovanissimo, si era diplomato all'Itis e da cinque anni lavorava appunto alla Graphital, dove si era fatto apprezzare. «Per noi è un dolore enorme» commenta ancora il datore di lavoro del ragazzo morto.

Dal punto di vista professionale, «era esemplare. Era un giovane sveglio e intelligente, sapeva fare tutto e, soprattutto, si impegnava in tutto ciò che faceva. Si può dire che nel suo lavoro ci mettesse il cuore. Era benvoluto da tutti i suoi colleghi».

Brayan, infatti, non era uno di quelli che si limitavano a «timbrare il cartellino». «Voleva capire il funzionamento di tutti i macchinari - conclude Sodano - e, quando ne arrivavano di nuovi, partecipava alle spiegazioni sul loro funzionamento con entusiasmo e interesse. Ci mancherà tantissimo».

Nella casa di via Orlandi, dove abita la sua famiglia, nell'attesa che venga fissata la data del funerale, il silenzio è, invece, rotto di continuo dagli sms dei tanti che lo conoscevano e che hanno voluto far sentire la loro vicinanza ai suoi cari.

«Mio figlio aveva tanti amici - dice facendosi forza la madre -, non solo a Parma ma anche in altre città. Amava stare in mezzo agli altri». La mamma di Brayan ricorda la sua passione per l'informatica, di quanto fosse attaccato alla famiglia e di quanto fosse orgoglioso del suo lavoro.

Famiglia e lavoro. I capisaldi della vita di un giovane strappato troppo presto ai suoi sogni.

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