Footgolf
Iacopo Incerti è il primo parmigiano campione italiano di footgolf: ha conquistato sia il titolo Elite, sia quello Nazionale assoluto. Prima di conoscere Incerti più da vicino spieghiamo che cos’è il footgolf: si gioca sui campi da golf con i piedi al posto delle mazze e il pallone da calcio numero 5 anziché la pallina. Lo scopo è di completare il percorso superando ostacoli (colline, bunker, alberi, stagni, ruscelli) con il minor numero di calci. In Italia il footgolf arriva una decina di anni fa, mentre la Lega nazionale nasce nel 2016 e vanta cinquanta società affiliate per oltre duemila tesserati.
Ogni giocatore ha un dress code definito: maglietta polo, bermuda eleganti, calzettoni al ginocchio e scarpe con i tacchetti da calcetto. L’unico attrezzo proprio del giocatore è il pallone, può usarne anche più d’uno a seconda della buca.Incerti, 38 anni, lavora nell’agenzia assicurativa di famiglia e gioca con i colori dei Roosters Footgolf Modena. Per vincere il tricolore della categoria Elite ha totalizzato 7.033 punti; mentre per il titolo Nazionale assoluto ha ottenuto ottimi piazzamenti, ma nessuna vittoria, nei sette tornei più importanti, quelli della Lega 1000: spiccano due primi posti a pari merito (a Reggio perdendo lo spareggio e in Valtellina dove non lo ha disputato) e due secondi posti (Jesolo e Pordenone).
Incerti come è arrivato al footgolf?
«Nel 2019 ho provato con un amico e mio cugino, Niccolò Galli (ex giocatore di Parma e Verona, ndr). Ho subito dimostrato buone doti anche se, dico la verità, il golf non mi appassionava particolarmente, e a calcio non è che avessi grande talento».
Due anni fa ha vinto il campionato nazionale di Seconda categoria, oggi è campione Elite». Quanto si allena?
«A dir la verità poco, diciamo che finora mi allenavo giocando nei fine settimana. E qualche volta in casa, sul tappeto. Ho avuto una crescita graduale, non mi aspettavo di vincere così tanto al primo anno nell’Elite».
Quali sono gli aspetti da allenare nel footgolf?
«Sicuramente bisogna “educare” i piedi, perché a differenza che nel calcio, quando lanci non c’è nessuno che stoppa la palla. Quindi non solo conta la precisione, ma anche dosare la forza in base al terreno, alle pendenze e al vento. E come per ogni sport devi usare la testa. All’inizio non tenevo molto la concentrazione.
Qual è il suo sogno sportivo?
«Disputare un mondiale con i colori dell’Italia. L’ultima edizione è stato lo scorso maggio a Orlando (Usa), ma non ho partecipato perché arrivavo dalle retrovie. Ci sono anche diversi tornei a livello europeo e il prossimo anno mi piacerebbe misurarmi con i campioni di quel livello».
Giocate sui campi da golf, avete problemi con i golfisti?
«Non posso negare che ci sia qualche golfista che ci guarda con un occhio particolare. Però c’è anche curiosità. Noi giochiamo sul fairway (l’area della buca con l’erba rasata al di fuori del tee di partenza e del green dove si imbuca a golf, ndr) e quando giocano loro, le nostre buche vengono tappate. Ma per fare le nostre diciotto buche ne usiamo non più di otto delle loro».
In nessuno dei quattro golf club di Parma e provincia si gioca a footgolf?
«No, il più vicino è il Matilde a Reggio, poi c’è Modena, Monteveglio in provincia di Bologna. Sarebbe bello che uno dei campi parmigiani avesse spazio per noi, a Parma ci sono altri tre-quattro footgolfer della mia età oltre a un paio di over 45. Avere un campo in zona servirebbe a fare conoscere il movimento: footgolf e golf possono coesistere».
Matteo Billi
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