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Gente di campagna

Giarelli, la cura della terra diventata scelta di vita

Giarelli, la cura della terra diventata scelta di vita

di Claudia Olimpia Rossi

13 Gennaio 2026, 11:20

Dell’azienda agricola Giarelli, nata all’inizio del Novecento in località Limido di San Vitale Baganza, l’attuale titolare Lorenzo mostra meravigliose foto di famiglia tra podere e stalla. A partire dalle immagini in bianco e nero dei bisnonni Guglielmo e Maria, attraversando le generazioni con Mafaldo e Vittorio, la cura della terra è sempre stata la vita a casa Giarelli.

«Nel 2018 - le sue parole - ho deciso d’intraprendere la scommessa io. Studiavo Ingegneria all’Università, ma sentivo fosse giusto cambiare il mio percorso rilevando il podere dei nonni. Ho iniziato da lì, allarganomi pian piano con terreni in affitto».

Il giovane Giarelli coltiva foraggio, cereali, legumi e zafferano in regime biologico. L’azienda è certificata bio fin dall’inizio, con la convinzione sia «la scelta migliore per rispettare il territorio e il consumatore». New entry tra i banchi di Mercatiamo, a Parma, in via Montebello al mercoledì e in piazzale Pablo ogni venerdì, attira l’attenzione anche per le specialità frutto di ricerca. Varietà originaria di Puglia e Basilicata, il cece nero, ad esempio, dalle ottime proprietà organolettiche.

«Rende meno - spiega - di quello bianco per i chicchi molto piccoli, ma ha un gusto deciso. Pian piano sto cercando di spostarmi sulla coltivazione di grani antichi e popolazioni evolutive di frumento. Seminando ogni anno parte del raccolto del precedente, si ottiene un frumento dalla resa costante e meno soggetto ai problemi derivanti ai mutamenti climatiche. Grazie al miscuglio di varietà, le piante di differente altezza vanno a saturare lo spazio: questo, anche per consumo dell’ossigeno circostante, rende la coltura meno attaccabile dalle infestanti. Cerco di proporre qualcosa di nuovo, mantenendo una rigorosa attenzione all’ambiente. Per la difesa delle piante, pur nella minor quantità possibile, uso solo prodotti di origine naturale. Attraverso la cura dei terreni, dalla pulizia degli argini al taglio delle piante nei boschi, perseguo anche il giusto equilibrio del paesaggio rurale».

Lorenzo Giarelli non nasconde le difficoltà che l’attività intrapresa comporta. «Sono soddisfatto - racconta - della mia scelta. In linea di massima, però, il periodo non è per niente buono e le previsioni non confortano. I costi delle lavorazioni delle materie prime, dai carburanti alle sementi, sono aumentati tantissimo. Invece, quando si va a vendere il prodotto, all’ingrosso il prezzo è pari a quello di vent’anni fa e al dettaglio non si può chiedere troppo al consumatore. Di recente sono entrato a far parte del Biodistretto Parma Bio Valley, gruppo di aziende biologiche legate dal proposito di creare un sistema produttivo sostenibile, equo e responsabile. Siamo solo agli inizi, ma crediamo molto nel fare rete, uniti dalle buone pratiche di coltivazione dal campo alla tavola».

Claudia Olimpia Rossi

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