La gelataia di via Garibaldi: «Troppa inciviltà»
«Dopo sette anni di delirio, apro da un'altra parte. Torno a Reggio». Sta per lasciare la gelateria La Pilotta di via Garibaldi, un luogo molto conosciuto da chi ama il vero gelato artigianale, Elena Iaccarino. Tra i motivi che non le faranno rimpiangere il negozio con vista su piazza della Pace, c'è proprio il degrado in cui versa quello che è uno dei punti più suggestivi della città. Energica ed estroversa, dietro un sorriso contagioso Elena è anche una che non le manda a dire. «Qui ogni mattina bisogna andare di candeggina e amuchina - spiega -. Spesse volte, infatti, quando arrivo per alzare la saracinesca, mi ritrovo davanti escrementi e urina». Non serve chiedere da dove provenga il frutto di tanta inciviltà perché è lei stessa che indica il prato di piazza della Pace, proprio di fronte al suo locale. Nelle calde ore serali e notturne, infatti, quando in zona Pilotta e in piazza della Pace impazzano i bivacchi, certe volte non è facile gestire un locale pubblico. «Ubriachi, maleducati e incivili - aggiunge - qui, però, hanno avuto pane per i loro denti. Sapeste quanti ne ho sbattuti fuori...».
Insomma, l'inciviltà diffusa è un problema anche per questi commercianti che non riposano neppure di domenica. «Noi non abbiamo mai negato a nessuno di utilizzare il nostro bagno, ci mancherebbe - dichiara Carmela, del Bistrò & Tabacchi di via Garibaldi, altro locale con una vista privilegiata sull'area verde -. Però, attendiamo con ansia che mettano i bagni pubblici che hanno promesso. La situazione qui, infatti, è sempre un po' al limite».
Anche Leonardo Morano della Piadina artigianale Carboni ha un'ottima visuale su quello che accade dall'altro lato della strada, ma che arriva spesso anche dentro il locale in cui lui lavora. «Là - indica piazza della Pace e dintorni - succede di tutto. Specialmente di notte. Noi chiudiamo intorno alle 2 ma d'estate la gente, di ogni nazionalità, resta lì ancora tanto». E gli ubriachi creano problemi? «Sempre - risponde -, anche se dipende dai giorni. Il venerdì e il sabato ce ne sono di più. Prima del Covid la situazione era un po' migliorata. La gente si comportava meglio. Adesso, invece, forse per il lungo lockdown, sembra che abbiano più voglia di sfogarsi. Questo non va bene, bisogna fare qualcosa».
Poco lontano, in borgo della Cavallerizza, nonostante sia domenica, Franco Anghinetti, storico commerciante di Parma, è al lavoro nel suo negozio. «La Scarpa» chiude alle 19,30 e, quindi, Anghinetti non assiste a ciò che accade di notte. «Ma me ne rendo conto al mattino quando apro - sospira - perché qui davanti ci sono sempre bottiglie e bicchieri rotti, oltre che vino e altri alcolici rovesciati davanti al mio negozio e sui gradini. Così, devo pulire. Per conto mio le regole che ci sono non bastano più».
m.c.
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