Bardi
Bardi Forte nelle avversità, generoso d’animo, affezionato alla famiglia, appassionato di cavalli. Così era Renzo Villani, la cui vita è stata troncata a 61 anni dal suo toro il 29 dicembre.
Familiari e amici saluteranno Renzo domani alle 11 nella chiesa di Comune Stradella dove tante volte ha suonato la campana e ha prestato servizio alla mensa eucaristica. Stasera alle 18 nella stessa chiesa sarà recitato il rosario. Villani era già andato a dormire, quell’infausta sera, quando aveva sentito rumori pesanti nella stalla. La madre lo aveva visto uscire per andare a controllare gli animali. Non vedendolo tornare era scesa e aveva capito che era successo qualcosa di grave, ma non era riuscita a entrare. Allora aveva chiamato alcuni vicini di casa che l’hanno aiutata a tirare fuori dalla stalla il figlio che giaceva a terra agonizzante. Non è stato loro possibile salvarlo: la violenta aggressione del toro lo ha ucciso.
I carabinieri di Bardi, raggiunto il luogo, hanno poi richiesto l’autopsia. Finalmente l’Istituto di Medicina legale ha rilasciato il nulla osta per il funerale.
Occhi neri, sguardo profondo, sorriso gentile incorniciato da una folta barba, Renzo era l’uomo della montagna, legato alla sua terra e agli affetti, che da adolescente aveva affrontato la morte precoce del padre condividendo il dolore con la madre, il fratello e la sorella, e assumendo l’azienda agricola familiare. Con l’arrivo delle nipotine era diventato lo zio premuroso con cui esplorare i campi e i boschi della val Noveglia e fare la spesa al mercato di Bardi. Solitario ma non isolato, era pronto ad aprire la porta di casa per offrire una fetta di salame e un bicchiere, o ad aiutare chi si trovava in difficoltà. Era rimasto, come ricorda l’insegnante Graziella Sbuttoni, sua compagna di scuola nella pluriclasse elementare di Noveglia – un ragazzo generoso, riservato ed estroverso a un tempo. Uno che aiutava tutti». Anche don Nicolas Gonda Zola Bangani, vice parroco di Bardi, incaricato per la chiesa di Comune Stradella, è addolorato come tanti: «Mi dispiace veramente, anche per la madre e per la nipote che stava spesso con loro, e legge a messa. Renzo era una persona disponibile. Aiutava la sua mamma. Erano loro due a curare la chiesa, si davano molto da fare. Renzo aveva un carattere dolce, non ha mai rifiutato le proposte che facevo alla comunità. Dopo la messa rimaneva in chiesa con le altre persone a parlare; quando la strada della chiesa era innevata ci pensava lui a sgombrarla».
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