COLORNO
Colorno piange Emilio Grisenti, scomparso all’età di 87 anni.
Figura conosciutissima in paese e nella Bassa, Emilio è stato per decenni il volto e l’anima dello storico mobilificio affacciato all’ingresso di Colorno, in via Martiri della Libertà. Un negozio che non è stato solo un’attività commerciale, ma un punto di riferimento per intere generazioni.
«Si è sempre dedicato con instancabile impegno alla sua attività e alla famiglia – racconta la figlia Patrizia, affiancata dai fratelli Giovanni e Stefania –. Per lui, lavorare non era un peso, ma un piacere: diceva che era quasi un divertimento».
Una passione che affonda le radici in un piccolo laboratorio artigianale in affitto, condiviso con il fratello Ferdinando.
Negli anni ‘60 arrivarono a Colorno e lì, mattone dopo mattone, pezzo dopo pezzo, nacque il mobilificio che oggi tutti conoscono.
Con la moglie Emma, al suo fianco per 59 anni, Emilio ha condiviso la vita e l’impresa. Anche lei si è dedicata all’attività con dedizione, diventando col tempo parte essenziale del successo dell’azienda.
Oggi il mobilificio è portato avanti dal figlio Giovanni e dal nipote Massimo, figlio di Ferdinando: la terza generazione, che prosegue la strada tracciata da un uomo che ha saputo lasciare un’impronta duratura.
«Era orgoglioso di avere una clientela affezionata – racconta ancora Patrizia –, di rivedere in negozio chi tornava anni dopo, magari con i figli per arredare la loro casa. Era un rapporto che andava oltre la semplice vendita».
Accanto al lavoro, Emilio coltivava anche una passione silenziosa per il restauro di mobili antichi. Una scelta, anche questa, che racconta tanto del suo carattere: attenzione al dettaglio, rispetto per le cose fatte bene, capacità di vedere il valore dove altri vedono solo il passato.
Persona autentica, è rimasto sempre la persona semplice degli inizi anche quando l’attività si ampliava e arrivavano le soddisfazioni professionali.
«È partito da quasi zero ma non si è mai montato la testa. Se dovessi racchiudere mio padre in una frase, direi che era una persona autentica. Non è mai cambiato, ha sempre mantenuto lo stile di vita semplice di un tempo». Negli ultimi anni, una malattia degenerativa lo aveva costretto a rallentare. Eppure, anche quando ormai faticava a fare le cose di tutti i giorni, il suo desiderio restava sempre lo stesso: «Andiamo giù» diceva alla famiglia, con quel «giù» che per lui voleva dire «in negozio». Anche solo per guardarlo da vicino, per respirarne l’aria, per sentire di farne ancora parte.
Con lui se ne va un pezzo di storia di Colorno. Ma restano vivi, nel cuore di chi lo ha conosciuto, il suo esempio, la sua dedizione, il suo essere «una persona con i piedi per terra» che ha saputo costruire molto, restando sempre se stesso.
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