ANDIAMO AL CINEMA
Lei è una Cenerentola che non cerca un principe o, meglio, non lo trova (no, nemmeno su Tinder...), lui un medico inglese di origini pakistane che, per non deludere mammà, sceglie liberamente un matrimonio combinato, anzi assistito: perché «adesso si dice così». E l'amore? L'amore è coraggio e un po' pure follia. E loro, bloccati, in attesa di un «clic» che non scatta mai, ne dimostrano poco dell'uno e dell'altra. «Qualunque cosa significhi l'amore», poi: come disse il principe Carlo quando si fidanzò con Diana... Già, lì finì piuttosto male: e qui? Come prevedibile, assai meglio: anche se dall'incontro tra rom com rigorosamente british e commedia etnica (e esotica) non ne viene proprio fuori un film originale, anzi.
Nonostante il regista, Shekkar Kapur (quello di «Elizabeth»), emblema vivente (è nato a Lahore, nell'India ancora inglese, poi diventata l'Hollywood pakistana) della contaminazione giochi, apprezzabilmente, a carte scoperte, con gli stereotipi del genere (dal titolo del doc che gira la protagonista, «Love contractually», alle coppie che si raccontano alla maniera di «Harry ti presento Sally»), dichiarando apertamente la provenienza di citazioni e reminiscenze.
Già visto ma simpatico, buono per una serata defaticante (meglio se con la persona con cui il clic è finalmente scattato...), il suo «What's love?» è una fiaba modificata, riaggiornata ai tempi dell'«amore al primo Skype», delle app per incontri e delle sbornie maldestre. Kapur, 77 anni cinematograficamente non portati benissimo, lo ambienta a Londra, «il posto dove portano i cani a cena e lasciano a casa i bambini»: è qui che Zoe decide di filmare il vicino di casa Kazim («che non sembra neanche musulmano», come dice la madre di lei...) nella sua ricerca di una sposa sconosciuta. I suoi la vorrebbero «non troppo scura, non troppo conservatrice e decisamente non indiana». E lui? Lui mica lo sa quello che desidera. O forse, dopo che i genitori hanno rotto i ponti con la sorella, rea di avere sposato un inglese, non ha il coraggio di ammetterlo...
Come andrà a finire - tra interpreti giusti (Lily James e Shazad Latif sono una bella coppia, Emma Thompson è divertente ma calca un po' la mano) e un'immancabile spolverata di Bollywood -, si capisce al minuto uno, ma non è quello che conta maggiormente: qui piuttosto il focus è sui lacci (famiglia, tradizioni, paure) e sulle corazze che ci imponiamo, sulle prigioni, da cui è difficile fuggire, che costruiamo attorno al nostro io. E, soprattutto, sul continuo mentire («e adesso che facciamo?». «Facciamo finta: come tutti gli altri») a noi stessi e a tutti gli altri.
Una grande recita in cui ci illudiamo di dimenticare che «la vita è troppo breve per sposare la persona sbagliata» o che due abitazioni attigue possono essere «continenti diversi». Ma anche un posto bellissimo se c'è una casa sull'albero dove alzarsi dal mondo e dirsi finalmente con un bacio quello che si era taciuto fino ad ora.
Filiberto Molossi
Regia: Shekkar Kapur
Interpreti: Lily Jones, Shazad Latif, Emma Thompson
Uk 2022, 1 h e 48'
Genere: Commedia sentimentale
Dove: Astra, The Space Campus e Parma Centro
Giudizio: 2 su 5
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