Lorenzo Sartorio
Sarà un San Silvestro con un po’ di magone per Claudio Zatti che, con il primo dell’anno, appenderà al chiodo rasoi e forbici per godersi la meritata pensione e fare il nonno a tempo pieno dell’adorata nipotina Carlotta.
Claudio (69 anni), che faceva parte della squadra dei «4 moschettieri della forbice» composta da Gustavo Mazza, Oscar Pedrona e Raffello Campanini, vanta un palmares professionale di tutto rispetto. Iniziò a fare il «ragazzo spazzola» a 12 anni nella bottega del barbiere Elide Mora di Strada Elevata, raggiungendo il posto di lavoro in bici essendo nato e residente, a quei tempi, a Chiozzola.
Poi aprì un negozio in viale Gorizia, con l’amico fraterno Raffaello Campanini, scomparso nel 2011. Nel 1976 la svolta storica con la nascita dei «Jolly» che si insediarono nell'elegante salone di Strada XXII Luglio. Più che un salone di acconciatori, quello dei «Jolly», si è tramutato in un club di amici poiché tutti i clienti si conoscevano ed il clima che si è venuto a creare negli anni è divenuto straordinario.
Dai «Jolly», sulle poltroncine girevoli, si sono seduti medici, imprenditori, avvocati, studenti, insegnanti, calciatori, operai, tutti accomunati da quel taglio scolpito a rasoio che aveva il potere di rendere meno evidenti gli abili riporti tesi a coprire eventuali zone scoperte. E poi quel mondo piccolo di Strada XXII Luglio che Claudio ricorda con tanta nostalgia: dai vicini di bottega come i gelatai Martino e Daniela, il negozio di alimentari della mitica Lena Dall’Argine, gli edicolanti che si sono succeduti nella dirimpettaia edicola ora gestita dai simpatici coniugi Andrea e Cristina Salati. Sono tanti i clienti che Zatti vorrebbe citare ma sarebbero davvero troppi. «Li accomuno tutti in un caloroso abbraccio perché, per me, unitamente ai miei colleghi, sono stati una seconda famiglia».
Tante anche le soddisfazioni professionali. Come quando Franco Greci, presidente dell’Associazione nazionale acconciatori maschili (Anam), lo chiamò a far parte del gruppo regionale di «ricerca-moda».
Su di un negozio da barbiere, un tempo «barbieria», si potrebbero scrivere romanzi. Ad iniziare da un accessorio ormai relegato nel cassetto dei ricordi che i barbieri donavano ai clienti per le festività natalizie. «Dopo la rituale spazzolata sul bavero del cappotto, unitamente ai cordiali auguri - ricorda Claudio - al cliente veniva donato un calendarietto impregnato di profumo sul quale solitamente facevano bella mostra donnine more e bionde che mostravano un pezzetto di gamba che, al confronto con alcune fotomodelle di oggi, potremmo benissimo paragonare a pudiche monache».
Claudio Zatti fa parte di quella schiera di barbieri parmigiani che hanno fatto la storia della categoria nei vari anni distinguendosi per professionalità e culto della parmigianità. Ed a proposito della parmigianità testimoniata in tutti tempi dai barbieri parmigiani, rimarranno indimenticabili le vigilie di Natale presso il salone di acconciature di Viale Mentana dove, per 35 anni, i titolari: Franco Greci, Enzo Tramelli e Fanco Varani offrivano, alle 7 del mattino, ai clienti più affezionati, un «scudlén äd anolén».
Ora, la tradizione dello storico negozio di Strada XXII Luglio, prosegue con una giovane promessa, Stefano Campanini, figlio d’arte dell’indimenticato Raffaello, uno dei fondatori dei «Jolly», acconciatori in Parma.
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