Un piede ingessato e una denuncia contro ignoti: è finita così la mattinata di venerdì per uno studente della scuola media Puccini. Finite le lezioni, il dodicenne si è attardato con alcuni amici davanti al cancello dell'istituto lungo la strada (via Puccini che, stando ai cartelli, dovrebbe essere in quel momento chiusa al traffico) quando, improvvisamente, un’auto gli è passata sopra ad un piede facendolo cadere a terra. Soccorso dai suoi compagni, che non hanno potuto far altro che guardare la macchina allontanarsi senza nemmeno rallentare, lo studente è stato portato subito al pronto soccorso e, dopo visite e controlli, è tornato a casa con una prognosi due settimane. «Purtroppo, pur avendo tutti i telefonini, nessuno dei ragazzi ha pensato di scattare una fotografia all’auto ma conto sulle telecamere della zona», dice fiduciosa la mamma del ragazzino.
Un incidente che poteva avere conseguenze ben peggiori e che ha fatto scendere «sul piede di guerra» i genitori degli altri studenti, preoccupati che la prossima volta possa succedere ai loro figli. Oggi, all’orario di uscita, qualcuno ha preso una transenna e l’ha piazzata in mezzo alla strada bloccando definitivamente il passaggio.
«I ragazzi delle scuole elementari escono alle 12,35 o alle 16,15 mentre quelli delle medie finiscono sempre alle 14 – spiega la mamma di uno degli alunni della scuola –. Se per i più piccoli la strada viene chiusa con una transenna e controllata dal “nonno vigile”, alle 14 tutto è affidato al cartello all’inizio di via Puccini, che vieta il transito negli orari di entrata e uscita degli alunni». Contando forse un po’ troppo sulla temporanea «isola pedonale», gli studenti abbassano però la guardia verso i possibili pericoli.
«Basta passare di qui per vedere come stanno le cose: nel giro di cinque minuti escono ben 12 classi e non ci stanno fisicamente tutti sul marciapiede e qualche auto si infila sempre» aggiunge un’altra mamma. Da tempo i genitori guardano con preoccupazione a questa situazione, ma l’incidente di venerdì è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. «Negli anni scorsi, il consiglio d’istituto aveva richiesto la presenza di un controllo sulla strada ma nulla è cambiato – ricorda la mamma del ragazzino investito -. Io spero che questo incidente possa servire a far aprire gli occhi a chi può fare qualcosa per migliorare la sicurezza dei ragazzi».
Chiara De Carli
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