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Benedyczak, la rinascita dell'uomo mascherato

Benedyczak, la rinascita dell'uomo mascherato

di Marco Bernardini

21 Febbraio 2024, 03:01

Il Carnevale è finito ma Adrian Benedyczak non getta via la maschera. La protezione alla «Zorro», eredità della ferita all’arcata sopraccigliare rimediata nello scontro aereo con Candela del Venezia, sembra portargli fortuna un po’ come accaduto al suo più illustre collega Osimhen del Napoli. Da quando la indossa, sono arrivati, nell’ordine, due assist a Cittadella e, soprattutto, la splendida girata al volo di destro (molto simile a quella che, sempre sotto la curva Nord, indirizzò la sfida al Palermo nella passata stagione) che ha permesso di sbloccare il risultato col Pisa e interrompere il digiuno personale lungo 97 giorni e, più precisamente, dal calcio di rigore realizzato lo scorso 12 novembre a Lecco, di poco inferiore ai cinque mesi se si prende in esame l’ultimo gol su azione al Bari, risalente addirittura al 27 settembre.

Periodo di astinenza

Un periodo insolito d’astinenza per Benek, alla prima gioia nel nuovo anno, che sabato ha finalmente eguagliato il suo record di otto reti in campionato nel 2022/23 (allora in trentadue presenze, adesso ne sono servite solo 23) e raggiunto Vazquez a quota 25 centri in testa alla classifica marcatori di tutte le competizioni nei quasi quattro anni della gestione Krause.

Voglia di tornare

La voglia di tornare in campo in seguito a quel tremendo contrasto di due settimane fa al Tardini aveva già lasciato intuire che fosse un giocatore ritrovato e stimolato a riproporsi agli stessi livelli mostrati a inizio stagione. In cui andò a segno sei volte nelle prime nove giornate tanto che fino a ottobre solo la «stella» Bellingham del Real Madrid, tra quelli nati dal 2000 in giù, aveva fatto meglio di lui in Europa.

Un 2023 da favola

A coronare un 2023 da favola, dove ha superato il connazionale Tomasz Kupisz, diventando il polacco più prolifico di sempre in serie B, e si è spinto a sedici gol, comprese le doppiette al Brescia e a Catanzaro, in quaranta partite, grazie anche, e non si tratta di un paradosso, alla trasformazione tattica decisa dal tecnico Pecchia che da centravanti puro lo ha spostato in pianta stabile nel ruolo di esterno alto a sinistra.

Attaccante moderno

Il prototipo di attaccante moderno, glaciale dal dischetto che ha migliorato le doti da contropiedista e spesso si è sacrificato in fase difensiva, perdendo, inevitabilmente, un pizzico di lucidità nei venti metri finali. Il calo fisiologico degli ultimi tre mesi (il punto più basso l’errore da matita rossa alla ripresa in gennaio con l’Ascoli nell’esperimento non riuscito da terminale offensivo) non ha, però, fermato il processo di crescita e maturazione del ragazzo di Kamień Pomorski, acquistato nell’estate del 2021 dal Pogon Stettino per una cifra attorno ai 2,4 milioni di euro e ora, secondo il portale Transfermarkt, valutato oltre sei milioni. Il contratto scade nel giugno 2025 ma la società ha tutta l’intenzione di estendergli il rinnovo di almeno altri due anni, in attesa di lanciarlo sul palcoscenico della serie A magari al cospetto delle sue (ex) pretendenti (Bologna e Cagliari lo avrebbero già voluto tra le loro fila e anche l’Inter aveva deciso di monitorarlo), e dell’esordio in Nazionale maggiore, che lo convocò a fine agosto e lo inserì nell’elenco anche in novembre prima che un problema fisico lo costrinse a dare forfait.

La primavera di Benek

C’è poi un ulteriore dato relativo allo scorso anno che rincuora Pecchia e i tifosi: Benedyczak siglò sette reti, più una ai play-off, sulle dieci stagionali nel solo girone di ritorno. La speranza è che ora possa ripetere quei numeri. Con o senza maschera.

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