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Intervista

A Parma la comicità di Giorgia Fumo: «Vi racconto la vita bassa dei millennials»

A Parma la comicità di Giorgia Fumo: «Vi racconto la vita bassa dei millennials»

di Pietro Razzini

07 Marzo 2024, 03:01

L’appuntamento è per giovedì 21 marzo all’Auditorium Paganini di Parma: Giorgia Fumo e il suo spettacolo «Vita bassa» regaleranno una serata di divertimento a tutti coloro che decideranno di addentrarsi nel mondo di quella che ormai può essere definita la stand-up comedienne più conosciuta d’Italia.

Un crescita di popolarità verticale che ha visto l’improvvisatrice teatrale riscuotere consensi suoi social (oltre 200.000 follower su Instagram), in televisione (apprezzatissime le sue ospitate da Alessandro Cattelan e su Comedy Central) e dal vivo: «La mia grande speranza è che anche i parmigiani ridano tanto. Le date precedenti mi hanno dato conferma che questa speranza si possa tramutare in realtà. Il cuore dello show sarà il racconto delle differenze generazionali. In particolare mi concentrerò su come vivono i millennials».

«Vita bassa»: come mai questo titolo?
«Si tratta di un’analogia tra i jeans che portavamo da giovani e la quotidianità che vivono le persone che oggi hanno tra i trenta e i quarant’anni. Case piccole, stipendiucci: un tenore di vita basso, appunto».

Così facendo non rischia di intristire i soggetti dei suoi racconti?
«La stand up commedy parte molto spesso da considerazioni dure per poi virare il discorso riuscendo a trovare una linea ironica o sarcastica».

Sarà la sua prima volta a Parma?
«L’Emilia Romagna è sempre stata una terra particolarmente accogliente nei miei confronti ma la vostra città è una new entry. Ricordo solo una rapida tappa per mangiare un panino, di ritorno da una serata di lavoro. Feci una passeggiata ed ebbi ottime sensazioni. Sarà bello conoscerla un po’ di più».

È complicato fare ridere oggi?
«In realtà trovo nelle persone molta voglia di ridere, soprattutto, in gruppo. La pandemia ci ha relegati in casa. Ora vedo un desiderio di fare esperienze diverse dall’uscire a cena, vedere uno spettacolo di prosa o ascoltare un’opera lirica».

Lei nasce ingegnere e diventa artista. Qual è stata la sliding door?
«Ce ne sono state due. Una seria: durante il periodo Covid lavoravo nel mondo digital. Fui costretta a un periodo di cassa integrazione. Quel lavoro era stato la mia “scelta sicura” ma capii che non c’era nulla di sicuro. Quindi meglio fare ciò che si desidera. Quella meno seria: lo scorso maggio arrivai a un momento in cui non riuscivo più a svolgere al meglio entrambi i lavori. Ero troppo stanca. Sbagliai la prenotazione di un albergo e mi ritrovai a dormire, fortunatamente, sul letto di un’amica generosa. Era giunto il momento di fare una scelta».

È stata una scelta complicata chiudere quel capitolo della sua vita?
«Stare tante ore davanti a un foglio excel era diventato un peso, nonostante il lavoro mi piacesse e, soprattutto nell’ultimo periodo, mi trovassi in un ambiente stimolante. Ma io volevo altro e sono stata accontentata: ora viaggio di continuo e, a ogni tappa del tour, assaggio nuove prelibatezze culinarie».

I suoi profili social sono stati un “booster” decisivo per la sua carriera?
«Tante persone decidono di venire agli spettacoli dopo avermi conosciuto su Instagram o su Tik Tok. Devo ringraziare queste piattaforme per i sold out dei primi due anni. Sono molto felice della mia comunity a cui dedico parecchio tempo».

Il suo successo è figlio anche degli exploit in tv, come quello in finale a Italia’s Got Talent.
«La finale mi è servita per aumentare l’autostima: sapere di avere davanti a sé oltre un milione e mezzo di italiani è un grande banco di prova. Poi sono arrivati anche i complimenti di Elio, un mito per me. In realtà fu il video dell’audizione iniziale ad avere un successo clamoroso».

Successo che l’ha portata anche sul palco di Zelig.
«La mia generazione è cresciuta con Zelig. Esibirsi in quel locale ha un significato tutto particolare. Da ragazzina guardavo le puntate del programma con Claudio Bisio e Vanessa Incontrada, dal Teatro Arcimboldi di Milano: è stato emozionante, poche settimane fa, salire su quel palco. La piccola Giorgia non avrebbe mai pensato di arrivare lì».

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