AEROPORTO
Regole omogenee, abolizione della tassa municipale sui voli (council tax) per gli aeroporti minori - Parma compresa - e un riequilibrio dei flussi tra gli scali dell'Emilia Romagna.
Si fonda su questi tre pilastri la strategia della Regione per promuovere il sistema aeroportuale. Ieri mattina il presidente Michele de Pascale ha tracciato il bilancio del primo anno di mandato della sua giunta, parlando anche di infrastrutture.
L'appello al parlamento
La detassazione degli scali minori è uno strumento che consente ai territori di scontare alle compagnie aeroportuali la council tax, l’addizionale comunale sui voli. «Siamo in attesa - ha spiegato de Pascale - dell'inserimento dell'emendamento alla legge di bilancio, su cui si è lavorato in maniera bipartisan, per abolire la tassa aeroportuale per gli scali con minor traffico, come appunto Parma. Abbiamo già messo le risorse a bilancio, si tratterà quindi di una norma a costo zero per lo Stato». «Importanti parlamentari dell'Emilia Romagna, anche appartenenti all'area politica del Governo, hanno espresso apprezzamento - ha proseguito - rivolgo quindi un appello al parlamento perché arrivi subito l'ok a questa norma. Così facendo infatti, potremmo essere operativi già da gennaio».
La strategia
La Regione «ha avviato un percorso condiviso con le città sede di scalo e con i gestori - viene precisato nella nota diramata dalla Regione - per definire una strategia unica, capace di valorizzare tutti gli aeroporti dell'Emilia Romagna e di accompagnare la crescita in modo equilibrato e sostenibile. L'obiettivo è raggiungere i 20 milioni di passeggeri l'anno».
Riequilibrio dei flussi
Una delle basi per raggiungere questo obiettivo è quello che viene definito «un riequilibrio dei flussi tra le diverse realtà regionali». «La crescita del turismo regionale - ha sottolineato de Pascale - è vincolata ai flussi aeroportuali. Stiamo lavorando con le compagnie aeree per interventi di co-marketing. Si tratta di una proposta che ha riscontrato grande entusiasmo e confidiamo che possa essere una misura decisiva per la competitività degli scali».
Cambio di paradigma
Per intercettare più passeggeri serve «un cambio di paradigma» secondo de Pascale. «Un aeroporto come quello di Parma - ha precisato - è pensato non solo per il suo territorio, ma anche per essere a servizio della bassa Lombardia».
Un modus operandi che punta, da un lato, «a rafforzare la connettività dell’Emilia-Romagna, sostenendo allo stesso tempo le economie locali e la coesione territoriale».
Alta velocità
Il presidente de Pascale ha toccato anche la questione Alta velocità. «Il ministro Salvini sarà a Parma domani (oggi ndr) - ha dichiarato -. Sono rimasto stupito dal fatto che con una mano si apre alla fermata Av e con l'altra si tagliano le corse dei treni veloci. Non è un modo di fare molto coerente, si dica la verità ai territori». «Abbiamo un Prit (Piano regionale integrato dei trasporti) che prevede opere per importi dieci volte maggiori rispetto a quelli che Rfi e Anas possono finanziare. É bene che vengano definite delle priorità. Il ministro Salvini ha detto che sta valutando la fermata di Parma tra le soluzioni possibili. Aspettiamo la sua proposta e poi ne discuteremo».
Sanità
All'inizio del nuovo anno potrebbe arrivare la tanto attesa firma dell'accordo con i medici di medicina generale che «rivoluzionerà le cure territoriali e riformerà la porta d’accesso al sistema sanitario» ha annunciato de Pascale. «Si stanno analizzando tutti i dettagli - ha precisato - e per come si sta configurando, diventa l’accordo più innovativo d’Italia». «Nel 2025 - ha proseguito, parlando dei conti della sanità - abbiamo affrontato uno squilibrio che proveniva dall’anno precedente e un definanziamento da parte del governo. Quest'anno recupereremo una parte dello squilibrio e nel 2026 l'obiettivo è andare a pareggio; confidiamo anche di affrontare i nodi scoperti sulla liste d’attesa».
Welfare
Il fondo per la non autosufficienza supera i 570 milioni di euro; è stato incrementato di 82,2 milioni rispetto al 2024, a cui si aggiungono altri 25 milioni sia per il 2026, sia per il 2027 (+135 milioni rispetto al 2024).
Tessuto produttivo
«Il tessuto produttivo dell’Emilia-Romagna, fatto di piccole, medie e grandi imprese che generano valore, competenze e lavoro di qualità, è il motore della nostra economia - ha spiegato de Pascale -. Garantirne la tenuta significa tutelare l’occupazione, i salari, la stabilità delle comunità. Oggi siamo chiamati ad agire su più fronti: il calo della produzione industriale che da tempo l’Italia registra, in linea con quanto accade in Germania, colpisce inevitabilmente anche un territorio come il nostro, punta di diamante della manifattura nazionale. Non è un fenomeno imputabile a un solo livello istituzionale: pesano i costi energetici, i dazi generalizzati, l’aumento delle materie prime. Servono politiche industriali vere, che oggi non vediamo a livello nazionale ed europeo. In Emilia-Romagna abbiamo scelto di continuare a valorizzare il modello delle piccole e medie imprese con misure concrete: i cinquanta milioni del bando sulla digitalizzazione già arrivati alle imprese, i cinque milioni per le start up innovative, i trenta milioni per sostenere gli investimenti produttivi finalizzati alla produzione di Tecnologie strategiche per l'Europa». «È questa - ha osservato - la strada per proteggere la nostra manifattura, rafforzarla e accompagnarla nelle trasformazioni in corso».
Centrosinistra
Rispondendo alle domande dei cronisti, de Pascale ha parlato delle politiche 2027. «La partita è aperta, non è vinta per il centrosinistra, ma non è persa. Il fatto che il centrodestra voglia cambiare la legge elettorale per evitare il pareggio, lo dicono loro, lo conferma. L'unità del campo del centrosinistra è una conditio sine qua non». «Il consiglio che posso dare anche sulla base del primo anno di governo in Regione - ha aggiunto - è che più lavori prima sui nodi difficili del programma, più sei credibile alle elezioni ed è facile governare, quindi credo che si debba lavorare in questa direzione».
Luca Molinari
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