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Parmigiana 60enne versa 500 euro per un pezzo di ricambi per la sua auto: ma è una truffa. Nei guai tre italiani

Truffa dei ricambi auto online. Nei guai tre italiani

10 Gennaio 2026, 10:45

La vittima aveva versato 500 euro su conti diversi nella convinzione di ricevere il pezzo di ricambio, arrivando persino a recarsi di persona alla sede della ditta dove ha trovato solo un condominio. I Carabinieri di Vigatto, analizzando i flussi bancari, sono riusciti ad incastrato tre uomini con precedenti specifici.

Si è conclusa con una denuncia alla Procura della Repubblica di Parma una complessa indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Vigatto. Sulla base degli elementi finora raccolti, e fatto salvo il principio di innocenza fino a sentenza definitiva, due 41enni e un 30enne italiani sono stati denunciati nei giorni scorsi, poiché ritenuti, in concorso tra loro, i presunti responsabili di una truffa perpetrata online.

Tutto ha avuto inizio nel mese di settembre quando la vittima, una 60enne residente in città, a seguito di un incidente stradale, ha cercato online i pezzi di ricambio necessari per riparare la propria auto. Navigando su Internet si è imbattuta su diversi siti specializzati, finché non ha cliccato su quello di un autodemolitore, dove ha inviato una richiesta completa di foto e dati del veicolo per reperire un fanale anteriore e altri componenti.

Il contatto è avvenuto rapidamente: un sedicente addetto alle vendite ha confermato via chat e telefonicamente la disponibilità dei pezzi, fissando il prezzo a 500 euro. Il venditore ha fatto leva sull'urgenza, invitando l'acquirente a versare subito un acconto di 200 euro tramite bonifico per bloccare la merce, con l'accordo di saldare i restanti 300 euro al momento del ritiro.

Qui è scattata la prima fase del raggiro. Subito dopo il primo versamento, il venditore ha contattato la donna inducendola ad annullare il bonifico appena fatto per rieseguirlo su un IBAN diverso, intestato a un presunto fornitore diretto dei ricambi. Pochi giorni dopo, le condizioni sono cambiate ancora: il venditore ha preteso il saldo immediato dei restanti 300 euro, sostenendo che il fornitore esigesse il pagamento completo per sbloccare la spedizione.

La vittima, fidandosi, ha effettuato un secondo bonifico istantaneo su un ennesimo IBAN, attendendo invano la consegna concordata con il proprio carrozziere. Di fronte alle continue scuse del venditore sulla mancata disponibilità della merce, la donna ha deciso di recarsi personalmente presso la sede della ditta nel Nord Italia.

L'amara scoperta è arrivata sul posto: all'indirizzo indicato la donna non ha reperito alcuna attività commerciale, ma solo un condominio residenziale. Nessuno dei residenti aveva mai sentito parlare dell'autodemolitore. Il venditore, ormai irraggiungibile telefonicamente, si è reso irreperibile definitivamente, lasciando la vittima senza soldi e senza ricambi, costringendola a rivolgersi ai Carabinieri di Vigatto, dove ha sporto denuncia.

I Carabinieri hanno immediatamente avviato le indagini. Grazie ad un lavoro certosino di analisi e di incrocio dei dati, sono riusciti a rintracciare l’intestatario della linea telefonica utilizzate dal presunto venditore. L’attività investigativa è proseguita con la collaborazione dei tre istituti di credito presso i quali erano confluiti, con pagamenti diversi, i 500 euro dei bonifici e quello inizialmente annullato di 200 euro. Questa collaborazione ha permesso di individuare gli intestatari dei conti correnti, ritenuti, sulla scorta degli approfondimenti investigativi svolti, i presunti autori del raggiro. Si tratta di due 41enni e di un 30enne italiani residenti fuori provincia, tutti risultati gravati da precedenti specifici che sono infine stati denunciati all’Autorità Giudiziaria.

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