VIAGGI
L'estate, quella vera, si fa un po' attendere. Ma, non per questo, ci si deve chiudere in casa. Anzi, se la classica vacanzina tutta sole-mare-tintarella può attendere ci si può regalare delle piccole fughe in cerca di relax, assaggi di bellezza e tuffi nella natura. Magari, perché no, abbinando esperienze gastronomiche. Per farlo basta salire un po' verso nord: verso la riva veronese del lago di Garda (www.lagodigardaveneto.com).
«Ma si tratta di una meta scontata», qualcuno potrebbe obiettare, una destinazione già vista. Vero, almeno se parliamo delle star del Benaco come Sirmione, Riva, Desenzano. Ecco perché noi suggeriamo di andare oltre. A cercare perle meno note.
Il punto di partenza potrebbe essere il paese che regala il nome al lago: Garda, appunto. Ed è un inizio che merita il viaggio. Il borgo è un gomitolo di stradine e calli alle spalle del porticciolo e intorno al Palazzo dei Capitani, il luogo dove ruggiva un tempo il Leone di San Marco, e Palazzo Carlotti con il suo loggiato con il belvedere. Da qui, seguendo il lungolago, e magari facendosi tentare dalla spiaggia del Corno, è una sfilata di ville: Villa Degli Albertini, che pare un castello medievale o Villa Canossa con il suo grande parco anche se poi l'emozione più forte si prova quando si arriva a San Vigilio. Appartiene ancora ad una famiglia di nobili e se per molti ricorda Portofino per il Fai -Fondo Ambiente Italiano è «uno dei luoghi più belli del lago di Garda». Per i più pigri, tra gli ulivi e l'acqua c'è anche la spiaggia di Baia delle Sirene. Stesi sui lettini, cullati dal vento, è difficile aver voglia di ripartire.
Ma invece è giusto farlo: vale la pena di risalire la costa del lago sempre sul lato veronese (www.visitverona.it). Superato Torri del Benaco si sale ancora per qualche chilometro e si arriva a Brenzone dove, curiosamente, vale la pena di girare le spalle al lago. E puntare verso l'alto.
Si trova infatti sotto il monte Baldo (che si raggiunge con la funivia Prada Costabella: la prima parte è una cestovia, la seconda una seggiovia) ed in cima, dove partono sentieri e diversi itinerari, il panorama è splendido. Il più interessante è la ciclopedonale che attraversa quattro frazioni affacciate sul lago da cui si vede il Garda da una prospettiva assolutamente diversa. Il premio finale è il borgo medievale di Campo, a 300 metri di altezza, una specie di paese fantasma che si raggiunge solo tramite le mulattiere. Qui abitano ancora due famiglie e il luogo sembra pietrificato: ma verde e blu litigano piacevolmente così come sono splendidi gli affreschi nella chiesetta di San Pietro in Vincoli. Sono di Giorgio da Riva e nell'abside c'è la firma e la data: 1358.
E' ora di riprendere il viaggio. Scendiamo verso l'acqua e puntiamo a nord avendo l'accortezza di dedicare qualche minuto ad un luogo minuscolo: Cassone di Malcesine. Ha meno di 300 abitanti, un piccolo porto con barche e case colorate ed è attraversato da un fiume. Ma non è come gli altri: si chiama Aril ed è lungo solo 175 metri. Quindi è il più corto d'Italia.
Poi, dopo quattro chilometri ecco una altra vezzosa del lago sulla costa veronese: Malcesine. Fa parte dei «Borghi più belli d'Italia», Goethe ne ha cantato le lodi e Gustav Klimt l'ha raffigurata in un suo quadro: forse per questo è molto amato dai turisti che passeggiano per le strette strade e arrivano sino al Castello Scaligero a picco sull’acqua. Qui vale la pena di fare sosta per assaggiare i piatti del territorio. C'è anche un ristorante stellato che celebra il pescato locale ma, in ogni caso, cercate un locale che vi ispiri e non perdetevi la pasta con le sarde di lago. Il pesce è povero. Ma il sapore è ricchissimo.
Infine se avete ancora tempo lasciate le sponde del lago e dirigetevi verso est: vi troverete tra i monti Lessini. Ma sempre circondati d'acqua. Queste sono le valli dove ancora si parla il tauc, il dialetto tedesco dei Cimbri e qui si trova la Valle di Molina: le case sono di pietra, gli ultimi antichi mulini rimasti macinano i cereali ancora grazie alla corrente e tutto intorno si trova il Parco delle Cascate. E' una oasi naturalistica dove si cammina tra salti d'acqua. Si seguono sentieri facili e ben segnalati, si scorgono grotte preistoriche e a due passi dalla cascata Nera c'è anche una altalena. Non temete: l'acqua vi sfiora. Ma è una carezza, non fa male.
Idee
Bardolino
Abbiamo parlato del Benaco (www.lagodigardaveneto.com). Quindi di acqua. Ma Bardolino è celebre anche per altri liquidi: il vino e l'olio. Qui si trovano infatti due musei dedicati proprio a questi prodotti. Bardolino da il nome infatti ad un vino prodotto in zona (oltre al Chiaretto. E poco lontano nascono Valpolicella e Amarone) ma questa zona, pur essendo a nord, è celebre per i suoi uliveti e gli oli delicati, piacevolmente fruttati. E dopo la visita sospesa tra storia e gastronomia ci si può rilassare sulla spiaggia Rivalunga, quasi 2 chilometri di litorale libero ma perfettamente mantenuto. E da qui il tramonto è sempre uno spettacolo.
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata