Gentile direttore, Il ricordo che ho di Paolo e' di un ragazzone alto con un eskimo verde; molto educato e rispettoso; non l'ho mai sentito imprecare ma faceva valere le sue convinzioni. Era l'inizio degli anni settanta e cominciava la nostra avventura scolastica al liceo scientifico San Benedetto.
Paolo era molto bravo a scuola; la nostra era una classe un po' turbolenta e lui, che era maturato prima di noi, cercava di mediare fra noi e i professori. Con me ha sempre avuto un atteggiamento protettivo sia a scuola che nello sport, nella fattispecie la pallavolo dove insieme al mitico professor Renzo Del Chicca vincemmo quasi tutti gli studenteschi. Mi invitava spesso a casa sua a mangiare anche perché io abitavo a Fornovo e gli allenamenti di pallavolo si facevano al pomeriggio. Abbiamo condiviso lo studio dell'inglese in Scozia e, assieme ad altri ex allievi, il percorso di studi a medicina. Poi lui ci ha staccato perché era bravo anche all'universita' (a dir la verità anche gli altri si sono laureati prima di me). Da allora ci siamo visti poco ma la caratteristica di noi ex allievi salesiani è che ci vogliamo bene anche quando non ci frequentiamo perché abbiamo condiviso l'età più bella, quella degli amici veri, quella della scoperta della vita. Se può servire ai suoi cari, noi ex allievi e compagni di classe siamo stati sempre legati a lui con un sentimento di amicizia profondo e ci stringiamo tutti in un abbraccio fraterno nella speranza che il ricordo di una brava persona possa aiutare ad affrontare il futuro soprattutto alle sue figlie. Ozzano Taro, 17 marzo