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Lutto

Addio a Paolo Abbati (il «biondo), parmigiano vero

Addio a Paolo Abbati (il «biondo), parmigiano vero

19 Dicembre 2024, 03:01

All'anagrafe era Paolo Abbati, ma per tutti era Paolo «il biondo», visto il colore della capigliatura che l'ha contraddistinto per tutta la vita. Un figlio della Parma più vera, quella di una volta. Uomo dalla battuta pronta e, soprattutto, generoso. Un finto burbero dal cuore grande. Paolo è scomparso, a 72 anni, nel suo appartamento di via Emilia Ovest un mese fa ma solo domani sarà possibile celebrare il suo funerale con partenza dall'ospedale Maggiore alle 9,30 per la chiesa del Buon Pastore dove alle 10 è prevista la messa.

Sono stati gli amici, che non lo vedevano e non riuscivano più a mettersi in contatto con lui da qualche giorno, a dare l'allarme. Una scoperta che ha gettato nella tristezza i tantissimi che in città lo conoscevano. Perché Paolo «il biondo» era un vero personaggio.

Sempre educato e discreto, aveva però una dote non comune. Riusciva a scambiare una parola con tutti. E tutti quelli che lo conoscevano sapevano di poter contare su di lui. In passato aveva lavorato come fattorino e aiuto portiere all'Hotel Baglioni, per poi passare con le stesse mansioni al Torino di borgo Angelo Mazza.

Ma nella sua vita «il biondo» ha lavorato anche come bidello, barista e cameriere. Sempre con signorilità e dignità.

Aveva anche tante passioni, tra cui quella per le chiese. «Amava la bellezza - racconta un suo fraterno amico - e perciò, quando entrava in una chiesa, restava estasiato dai tesori che questa conteneva. Ovunque si trovasse, se vedeva una chiesa entrava immediatamente per contemplarla».

Un'altra grande passione era lo sport. Il calcio, prima di tutto, che «lo aveva visto militare da ragazzo nella Parmense (la squadra che aveva “sostituito” il Parma)». Da sempre inoltre il suo cuore palpitava per i colori crociati ma si può dire che Paolo amasse tutti gli sport: era, infatti, appassionato di rugby, sci, tennis e ciclismo, tanto da partecipare al funerale di Marco Pantani, di cui era un grande tifoso, nel 2004 a Cesenatico. Così com'era orgoglioso di aver svolto il servizio militare negli alpini. «Ci teneva molto - prosegue l'amico - perché i valori degli alpini erano un po' i suoi».

Paolo Abbati amava, da buon parmigiano, anche stare con gli amici, tra battute e scherzi, alcuni memorabili. «Li sapeva fare - conclude l'amico - e, soprattutto, non si arrabbiava se era lui il bersaglio. Sapeva stare in compagnia, perché per lui gli amici erano come una famiglia».

M.Cep.

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