Una lettera da parte delle attrici molestate al Teatro Due
Egregio direttore,
siamo Federica Ombrato e Veronica Stecchetti, le due attrici vittime di molestie e violenza sessuale da parte di un regista nell'ambito di un corso di alta formazione tenuto al Teatro Due: per questi reati sia il regista sia il teatro sono stati condannati con diverse sentenze da parte del Tribunale del Lavoro.
Come potrà immaginare la vicenda di cui siamo state vittime ci ha profondamente ferite e per questo abbiamo ritenuto giusto esporci e presentarci con i nostri nomi e i nostri volti al fine di fare percepire a tutti la gravità di quanto accaduto. E, purtroppo, non si tratta di episodi che hanno riguardato solo noi: le nostre dichiarazioni e la nostra storia non toccano solo un singolo “mostro”, ma un sistema che tollera e normalizza violenze, stupri, molestie e ricatti da oltre trent’anni, non solo nella realtà del Teatro Due di Parma, ma anche in molte altre realtà.
Per questo, ringraziando per lo spazio che la «Gazzetta di Parma» ha voluto dedicarci vorremmo ribadire alcuni aspetti che ci sembrano fondamentali: in primo luogo riteniamo il Teatro Due assolutamente responsabile e consapevole come accertato dai giudici nelle relative sentenze, e consideriamo tale responsabilità aggravata dalla mancata assunzione di responsabilità e da un atteggiamento autoassolutorio, in contrasto con i fatti accertati.
Per quanto mi riguarda, io Federica Ombrato, vorrei poi chiarire che non sono mai stata seguita da alcun centro antiviolenza né ho mai avuto a che fare con l’avvocata di questo centro; dico questo perché ritengo i centri antiviolenza realtà importanti ed essenziali per la lotta contro la violenza sulle donne e che non ho in alcun modo inteso metterne in discussione il ruolo o l’operato.
Per quanto concerne la posizione di Veronica Stecchetti, è corretto mettere in risalto che non c'è mai stata la volontà di accusare singoli avvocati di ritrosia o mancanza di volontà nel sostenerla. Al contrario, gli avvocati inizialmente consultati hanno rappresentato il primo impulso positivo al percorso di denuncia.
Tuttavia sono state incontrate carenze di una formazione specialistica e di una giurisprudenza consolidata in materia di violenza di genere, che hanno reso complesso assicurare un supporto legale pienamente adeguato.
Per questo intendiamo sottolineare il valore dell'aiuto fornito da una rete strutturata come quella dell’associazione Amleta e Differenza Donna, capaci di offrire assistenza coordinata, competenze specifiche e una strategia processuale coerente a tutela delle vittime.
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