In una recente intervista alla «Gazzetta», quando la vicenda dello scandalo, era esplosa tra polemiche furibonde, scambi di accuse ed invettive, Paola Donati, direttrice della Fondazione Teatro Due, aveva dichiarato con fermezza: «Non mi pare giusto essere io il capro espiatorio, non mi pare neppure corretto cedere ad un ricatto». Sottintendendo, ma non troppo: «Di quanto è accaduto non posso essere accusata io. Ecco perché non intendo farmi da parte».
Da quella conversazione, però, è trascorso quasi un mese: e se parecchi hanno sperato che il tempo aiutasse a stemperare i toni è evidente che la battaglia intorno all'istituzione culturale di viale Basetti è tutt'altro che placata.
Lo dimostra quello che continua a ribollire sui social e sul web e, soprattutto, l'ultimo atto andato in scena nella serata di ieri: «Il consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Due si è riunito anche con la partecipazione dei soci fondatori - Comune di Parma, Fondazione Monteparma, Società cooperativa teatro Stabile di Parma - e ha preso atto della richiesta di autosospensione dall’incarico formulata dalla direttrice Paola Donati».
Insomma, il passo indietro che alcuni chiedevano a gran voce è arrivato. E se da una parte si tratta di una scelta comprensibile, viste le forti pressioni, dall'altra stride con quanto la stessa Donati, una vita spesa all'interno del Teatro Due ma anche un ruolo da vicepresidente della Fondazione per l’arte Platea che rappresenta i teatri nazionali e di rilevante interesse culturale, aveva voluto ribadire ricordando che «quello che ricattava era il regista e noi. E non dobbiamo essere a nostra volta sottoposti a queste tensioni. Io potrei andare via anche domani: per me il teatro non è il potere ma quello che si produce, che si fa».
Evidentemente però le polemiche di questi giorni l'hanno spinta a scegliere questa strada che, sono sue le parole riportate nel comunicato, punta a «consentire con ancora maggiore forza e chiarezza di mantenere salda la fiducia da parte degli enti che sostengono il teatro e di difendere la mia onorabilità personale e professionale nelle sedi preposte».
Non sembrerebbe quindi una scelta definitiva: ma più che altro una pausa meditata, come peraltro farebbero intendere le stesse frasi del consiglio e dei soci che «pur ritenendo che non vi siano elementi tali da poter determinare la scelta, prendono atto della volontà espressa dalla direttrice e del suo senso di responsabilità, e la ringraziano per il lavoro svolto in tutti questi anni e, in particolare, per quanto ha fatto nell’ultimo quadriennio».
Un periodo quest'ultimo, è ovvio, reso difficile dalla vicenda professionale e giudiziaria deflagrata all'interno del Teatro Due dopo che, stiamo parlando del 2019, durante un corso di alta formazione per professioni teatrali, due attrici avevano denunciato di avere subito molestie e violenze sessuali da parte di un noto regista. La loro segnalazione era arrivata oltre i tempi fissati dalla legge per aprire un procedimento penale e per questo le sentenze emesse sulla vicenda sono state quelle del giudice del lavoro che ha condannato il regista e la Fondazione teatrale.
Lui «per una condotta di sopraffazione nonché la commissione di atti volti molestare e minacciare le allieve del teatro» e il teatro per «aver omesso di vigilare, e, dunque, di scongiurare queste reiterate e sistematiche condotte».
Dopo quel pronunciamento, come è ben noto, da parte di alcuni si sono a gran voce chieste le dimissioni delle figure apicali del teatro anche se ieri i «soci hanno ringraziato il consiglio di amministrazione per la corretta e positiva attività finora svolta e hanno ribadito la piena fiducia nell’organo di amministrazione».
Ma cosa succederà adesso? Ora dovrà essere nominato un direttore ad interim che prenderà il posto di Paola Donati mentre, praticamente in contemporanea all'autosospensione, è arrivato un comunicato congiunto, a firma dell'assessora regionale Gessica Allegni, del sindaco di Parma, Michele Guerra e dell'assessore comunale alla cultura, Lorenzo Lavagetto, che hanno voluto sottolineare come «la decisione presa da Paola Donati dimostri una sensibilità e un'attenzione al Teatro Due che apprezziamo. Una scelta che permetterà di sgombrare il campo da ambiguità in modo più libero, con senso di responsabilità, tutelando il teatro e chi opera al suo interno. A Paola va il nostro apprezzamento per il lavoro così importante portato avanti con la sua direzione, per la qualità e i numeri della proposta artistica di Teatro Due».
La stessa nota prosegue poi aggiungendo che uguale «apprezzamento va al presidente e al consiglio di amministrazione della Fondazione, che hanno gestito con tempestività e rigore l'allontanamento del regista e che hanno garantito stabilità e continuità a una delle maggiori istituzioni culturali di Parma. Continueremo a stare vicino a Teatro Due per accompagnare il percorso che dovrà intraprendere, con l'obiettivo di non dissipare quanto costruito nel tempo».
Si, perché il timore condiviso è questa brutta storia, peraltro tutt'altro che conclusa dal punto di vista legale visto che sono sono stati già preannunciati ricorsi davanti al giudice, possa finire come estrema conseguenza per minare pesantemente il teatro, la Fondazione e ciò che rappresentano. Ed era stata la stessa Donati a sostenerlo: «L'impressione è che ci sia la volontà di distruggere l'istituzione teatrale».
In una storia già decisamente squallida di violenze, ricatti e soprusi, sarebbe questo il finale che davvero non si potrebbe accettare.
Le reazioni della politica
«Si dimetta l'intero Cda» «Verifiche dalla Regione»
«Non posso che apprezzare la, seppure tardiva, auto sospensione della direttrice del Teatro Due- . Lo dice in una nota Priamo Bocchi, consigliere di FdI. - Ora auspico il passo indietro da parte dei membri del CdA della Fondazione. Occorre sgomberare il campo da illazioni e sospetti di una vicenda che nasconde tante zone d’ombra fatte di omertà, di inerzia e di scarsa vigilanza. Ne va del prestigio non solo di un ente artistico ma della credibilità del mondo culturale di una intera città».
Sulla vicenda è intervenuta anche la parlamentare di Fratelli d’Italia, Gaetana Russo.
«L’autosospensione di Paola Donati, seppur arrivata solo ora, costituisce un primo e doveroso atto di responsabilità di fronte a una vicenda che ha profondamente scosso il panorama culturale cittadino. Un gesto che tuttavia non può considerarsi sufficiente: è necessario un chiarimento complessivo. Mi aspetto quindi che anche la Regione colga questa fase per avviare una verifica sull’accreditamento della Fondazione Teatro Due, e per fare piena luce su quanto accaduto».