CRISTIAN CALESTANI
COLORNO La cura della tecnica di base e la cultura del bel gioco.
Abbinate a quella passione sconfinata per il calcio che, per più di trent'anni, l'ha fatto essere il primo maestro per generazioni di colornesi che hanno mosso i primi passi nel mondo del pallone.
Se n'è andato, a 92 anni, un bellissimo ricordo - condito di tanti aneddoti dal campo - Giuliano Cremonesi, allenatore del Colorno calcio dagli anni '60 sino alla metà degli anni '90.
Nato a Colorno nel 1928 tra le sue prime grandi passioni vi fu quella per la musica. Prese lezioni da un maestro privato, diventò cantante e, nei primi anni ‘50, formò un’orchestra con un gruppo di amici.
«Con loro – ricorda con grande affetto il figlio Andrea – girò il mondo. Si esibirono a Tripoli, a Sarajevo e in altre città estere».
Poi il ritorno a casa. Nel 1959 il matrimonio con Maria Abbati, scomparsa nel 2000, e l’inizio di una nuova vita.
Postino al mattino ed allenatore di calcio al pomeriggio. Iniziò con la Terza categoria del Colorno calcio. Poi il via alla lunga avventura come mister delle giovanili del club gialloverde, dagli anni ‘60 ai ‘90.
Ed è lì che è entrato in contatto con centinaia di giovani: molti li passava a prendere al sabato pomeriggio con la sua auto per accompagnarli alla partita. Pallino fisso l’insegnamento di tutta la tecnica di base.
«I ragazzi devono imparare, prima di tutto, a stoppare e calciare bene il pallone. Corsa, tattica e schemi vengono dopo» era una delle sue massime, applicate quotidianamente soprattutto sul manto verde del vecchio campo da calcio di via Puccini del quale era anche custode e curatore. «Amava il calcio propositivo – racconta il figlio Andrea -. Ad inizio anni ‘90 fu folgorato dal modello dell’Ajax. Ricordo che gli acquistai dei vhs per studiare le tecniche di allenamento giovanile».
Certe sue frasi «Omi, o lo fai bene o vai a casa» e «Dovete correre sulle punte dei piedi, come le ballerine» sono impresse nella mente dei ragazzi, oggi uomini, che l’hanno avuto come mister.
Tanta la riconoscenza del Colorno calcio che alcuni anni fa gli consegnò un premio alla carriera per il suo impegno. «Giuliano è stato prima di tutto un educatore dei nostri ragazzi – dichiara il presidente Mauro Saccani -. Aveva modi gentili, era pacato, pronto ad ascoltare e disposto a spiegare nei dettagli le modalità di esecuzione di un esercizio. Con lui il settore giovanile ha iniziato ad avere un’organizzazione efficiente».
Cremonesi, che nel 2009 perse prematuramente il figlio Luca, lascia l’altro figlio Andrea con Laura ed i nipoti Diego e Nina.
Nell’ultimo ricordo di Andrea c’è tutto lo spirito del mister. «Fino a pochi mesi fa era intenzionato ad andare al campo per allenare il nipote Diego e mostrargli i fondamentali del calcio».
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